Ultima modifica: 7 agosto 2018

La Valutazione

(sintesi ragionata delle nuove disposizioni normative)

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.Lgs 62/04/2017 Valutazione ed Esami di Stato
decreto-legislativo-62-del-13-aprile-2017
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D.Lgs 63/04/2017 Valutazione e certificazione delle competenze
DECRETO LEGISLATIVO 63- 13 aprile 2017
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D.M. 741/2017 Esame di Stato
DM 741_2017
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Normativa relativa alla  certificazione delle competenze
All. A modello certificazione_primaria
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All. B modello certificazione_primo ciclo
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DM 742_2017
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Linee guida certificazione 2017definitivo
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Nota trasmissione LineeGuida_Certificazione competenze
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Nota MIUR 1865/2018
Nota circolare prot. n. 1865 del 10 ottobre 2017
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Mota MIUR 7885/2018
NOTA MIUR 7885.09-05-2018
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Legge n.170 dell’8 ottobre 2010 (Dislessia)
legge170_10
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Decreto Ministeriale 12 luglio 2011 (linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento)
Decreto DSA
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PREMESSA – COS’È LA VALUTAZIONE

Scopo fondamentale della valutazione è l’autoregolazione. La valutazione raggiunge il suo scopo solo se chi valuta e chi è valutato conoscono, condividono e accettano i criteri di valutazione.

La valutazione nella scuola deve assumere connotazioni di consapevolezza, continuità, condivisione.

La valutazione ha finalità formativa ed educativa:

  • Concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli alunni;
  • Documenta lo sviluppo dell’identità personale;
  • Promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.

La valutazione degli apprendimenti va distinta in due momenti: la misurazione e la valutazione propriamente detta. Con la misurazione (verifica) si acquisiscono informazioni organizzate relative a determinati fenomeni, con la valutazione si confermano o disconfermano le ipotesi che sono alla base dell’attività formativa.

La scuola valuta in base a quattro criteri:

  1. progresso (utilizzando il riferimento a situazioni precedenti dell’alunno),
  2. confronto (con l’andamento della classe o di gruppi più estesi),
  3. padronanza (utilizzando il riferimento a un livello prefissato di abilità);
  4. svantaggi (svantaggi sociali e/o familiari dell’alunno).

I primi tre criteri devono essere in equilibrio tra di loro.

Gli strumenti e le procedure valutative devono favorire l’autoregolazione dell’apprendimento poiché lo scopo della valutazione è quello di favorire cambiamenti positivi.

Le procedure valutative utilizzate in classe devono contribuire a far percepire la scuola come un gradevole e proficuo ambiente di apprendimento.

È necessario esplicitare agli alunni i criteri di valutazione utilizzati affinché essi divengano sempre più consapevoli dei cambiamenti da loro effettuati.

La valutazione tiene conto della necessità di predisporre dispositivi di individualizzazione degli apprendimenti e di differenziazione degli interventi.

La valutazione finale di ciascuna disciplina non è una semplice media in quanto è influenzata da importanti fattori quali: l’impegno, la partecipazione, l’autonomia, l’applicazione e la rielaborazione delle conoscenze, le abilità linguistiche i progressi.

Per la misurazione e valutazione delle prove i docenti definiscono specifici parametri e indicatori in base ai quali determinare, in modo trasparente ed univoco, la valutazione del comportamento e del profitto degli alunni.

 

VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI E DEL COMPORTAMENTO

La valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e alunni del primo ciclo, ivi compresa la valutazione dell’esame di Stato è espressa con votazione in decimi che indicano differenti livelli di apprendimento (comma 1, art. 2 D.Lgs 62/2017).

La valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza e viene espressa collegialmente dai docenti attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione (comma 3, art. 1 e comma 5 art. 2 D.Lgs 62/2017).

Il legislatore ha precisato che i voti numerici e i giudizi sintetici indicano differenti livelli di apprendimento, perciò le scuole devono definire i “descrittori” dei diversi livelli. Elaborare griglie di descrittori è compito dei dipartimenti mentre è compito del collegio docenti deliberarli, inserendoli nel POF.

E’ compito inoltre della scuola attivare specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. (comma 2 art. 2  D.Lgs 62/2017).

 

DEFINIZIONE DELLE ATTIVITÀ’ SVOLTE NELL’AMBITO DI CITTADINANZA E COSTITUZIONE OGGETTO DI VALUTAZIONE.

Le attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” sono oggetto di valutazione (comma 4, art. 2 D.Lgs 62/2017). Queste possono essere considerate anche ai fini della valutazione del comportamento, visto che l’art. 1 asserisce che la valutazione del comportamento, si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Resta tuttavia valido quanto stabilito nell’art. 1 del D.L. n. 137 del 2008, dove si dice che l’ambito di riferimento è l’area storico-geografica.

VALUTAZIONE DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica non subisce cambiamenti, viene espressa con speciale nota, con giudizio sintetico.

NOTA BENE: Nello scrutinio finale, nel caso in cui la normativa statale richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall’insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.

Analogamente si procede per la valutazione delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica. 

REGOLE

  • La verifica può essere opera del singolo docente, la valutazione è sempre compito del consiglio di classe, interclasse, intersezione.
  • La valutazione nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola primaria si esprime in decimi, ma l’attribuzione del voto (valutazione quantitativa) deve essere sempre accompagnata dalla motivazione (valutazione qualitativa).
  • Per assegnare i voti si utilizzano i criteri di progresso, confronto e padronanza.
  • Questi criteri concorrono in egual misura a costruire il voto.
  • Il voto minimo assegnato agli alunni è 4 per la scuola secondaria di primo grado, 5 per la scuola primaria. Il voto massimo è dieci.
  • I criteri utilizzati per la valutazione sono resi noti agli alunni e alle famiglie all’inizio dell’anno scolastico.
  • La valutazione dell’alunno disabile si effettua in rapporto agli obiettivi stabiliti dal piano educativo individualizzato.
  • La valutazione dell’alunno D.S.A. tiene conto delle indicazioni fornite nella diagnosi e si svolge nelle modalità riportate nel piano didattico personalizzato.
  • La valutazione ha lo scopo di arricchire le prestazioni dell’alunno. Nella valutazione si devono evidenziare i punti deboli, ma anche le possibilità di miglioramento.

STRUMENTI:

  1. Schede di osservazione (scuola dell’infanzia)
  2. Tabelle di valutazione delle prove scritte (scuola primaria e secondaria di primo grado)
  3. Tabelle di valutazione delle prove orali (scuola primaria e secondaria di primo grado)
  4. Tabelle di valutazione del comportamento (scuola primaria e secondaria di primo grado)
  5. Scheda di valutazione quadrimestrale (scuola primaria e secondaria di primo grado)
  6. Tabella delle Competenze in relazione alle fasce di livello (scuola primaria e secondaria di primo grado)
  7. Certificato delle Competenze al temine della classe quinta (scuola primaria)
  8. Certificato delle Competenze al temine del primo ciclo d’istruzione (scuola secondaria di primo grado)
  9. Giudizio di Idoneità per l’ammissione all’Esame di Stato. (scuola secondaria di primo grado)

 

MODALITÀ DI COMUNICAZIONE DELLA VALUTAZIONE

Comunicazioni annotate sul registro elettronico o sul diario dell’alunno.

I risultati delle prove di verifica oppure le osservazioni in ordine al comportamento o al grado di autonomia e responsabilità possono essere comunicati anche per scritto alla famiglia tramite annotazione sul registro elettronico o sul diario.

Colloqui settimanali (scuola secondaria di primo grado).

Durante la mattinata con cadenza settimanale e sulla base di specifico calendario, i genitori possono incontrare i docenti per conoscere l’andamento scolastico dei propri figli.

In orario pomeridiano, due volte l’anno tutti gli insegnanti delle scuole primarie e della secondaria di primo grado dell’ISA sono presenti a scuola lo stesso giorno, con orario più ampio, per comunicare con i genitori.

Scheda di valutazione.

La scheda di valutazione è il documento ufficiale della scuola, consegnata alle famiglie tramite il registro elettronico  al termine dei due quadrimestri. Su richiesta della famiglia può essere consegnata copia cartacea.

PROCEDURE per VERIFICA E VALUTAZIONE

Attività di verifica.

Di norma nessun alunno può essere valutato sulla base di una singola verifica.

La valutazione dovrà basarsi su un congruo numero di verifiche e osservazioni.

Le informazioni dovranno essere raccolte in modo sistematico e continuativo. Le prove di verifica andranno conservate adeguatamente.

Le informazioni sugli alunni dovranno essere raccolte solo per finalità connesse agli obblighi previsti da leggi e da regolamenti in materia di istruzione scolastica e nel rispetto degli obblighi di correttezza, liceità e trasparenza imposti dalla normativa sulla privacy.

COMPILAZIONE DEI DOCUMENTI DI VALUTAZIONE.

La valutazione degli apprendimenti deve avere le seguenti caratteristiche:

  • possedere una finalità formativa;
  • essere attendibile, accurata e trasparente;
  • essere coerente con gli obiettivi di apprendimento previsti dai piani di studio;
  • essere rigorosa nel metodo e nelle procedure;
  • tener conto della situazione di partenza dell’alunno e degli eventuali ostacoli, anche di natura affettiva e relazione, incontrati durante il percorso formativo
  • avere una valenza informativa.

La valutazione sulle singole discipline, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, è espressa in decimi e riporta in modo oggettivo le competenze acquisite dall’alunno.

I documenti di valutazione devono essere consegnati alle famiglie entro la fine del mese di febbraio, per il primo quadrimestre ed entro la fine del mese di giugno, per la valutazione finale.

 

DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Si attueranno osservazioni sistematiche che si concluderanno con un giudizio finale al termine di ogni anno scolastico.

In tutte le scuole dell’infanzia verranno comunicati ai genitori i risultati dell’osservazione/valutazione, comprese le competenze raggiunte dagli alunni nei campi di esperienza della attuali indicazioni. La comunicazione dovrà configurarsi come una valutazione sintetica collegiale dell’alunno.

 

DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA SCUOLA PRIMARIA

Nella scuola primaria, il documento di valutazione è compilato dai docenti che operano nella classe, compresi, ove presenti, i docenti di sostegno e di lingua inglese.

I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica partecipano alla valutazione periodica e finale limitatamente agli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e compilano il documento di valutazione relativo a tale disciplina.

Il personale docente esterno di cui si avvale la scuola che svolge attività o insegnamenti per l’ampliamento e il potenziamento dell’offerta formativa, fornisce ai docenti della classe elementi conoscitivi sull’interesse e il profitto manifestato dagli alunni, ma non partecipa alla compilazione del documento di valutazione.

Il documento di valutazione riporta:

La valutazione degli apprendimenti per ogni disciplina prevista dai piani di studio.

La valutazione è espressa in decimi ed è riportata in lettere.

Il giudizio analitico intermedio e finale è elaborato collegialmente dai docenti di classe utilizzando lo schema riportato nel documento di valutazione.

Nel primo e secondo anno di scuola si eviterà, fatti salvi casi specifici e particolari, di utilizzare valutazioni degli apprendimenti inferiori al sei.

Nelle successive classi le valutazioni dovranno di norma, essere espresse in voti dal cinque al dieci, portando gradualmente gli alunni a comprendere che la positività della valutazione è collegata all’impegno, allo studio costante, alla partecipazione.

La non ammissione alla classe successiva, che nella scuola primaria riveste carattere di eccezionalità, deve essere decisa all’unanimità del consiglio d’interclasse.

I docenti dovranno dimostrare di aver messo in atto tutte le strategie e le attività possibili (percorsi individualizzati, attività di recupero e rinforzo, attività individuali) per consentire all’alunno di superare le difficoltà di apprendimento evidenziate.

La non ammissione alla classe successiva potrà essere proposta tenendo conto sia dell’apprendimento che delle interazioni sociali, solo nei seguenti casi:

  • quando l’alunno non abbia raggiunto al termine dell’anno scolastico gli obiettivi minimi finali previsti per la classe precedente.
  • nel caso in cui l’immaturità globale dello sviluppo renda consigliabile la frequenza in un gruppo di alunni di età inferiore di un anno.

Al termine della scuola primaria all’alunno/a ammesso/a al primo anno della scuola secondaria di I grado viene rilasciata una certificazione delle competenze acquisite.

 

DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI.

 

Nella scuola secondaria di primo grado, la valutazione complessiva scaturisce dal confronto tra docenti ed è approvata dal consiglio di classe, che ne garantisce unitarietà e collegialità.

Per la classe prima, le prove di ingresso sono finalizzate a definire la programmazione didattica e quindi non prevedono un voto, in particolar modo se la prova è non sufficiente.

Ai fini della validità dell’anno scolastico, per procedere alla valutazione degli alunni in sede di scrutinio finale è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale, ai sensi dell’art. 11, primo comma, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, fatte salve le motivate deroghe al suddetto limite deliberate del Collegio dei docenti.

Il documento di valutazione è compilato dai docenti che operano nella classe, compresi, ove presenti, i docenti di sostegno.

I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e dell’insegnamento dello strumento musicale, partecipano alla valutazione periodica e finale limitatamente agli alunni che si avvalgono di tali insegnamenti e compilano il documento di valutazione relativo a tale disciplina.

In caso di giudizio gravemente negativo, l’eventuale non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato del I ciclo, è assunta a maggioranza dal consiglio di classe e verbalizzata riportando: i votanti, le motivazioni della decisione adottata e i risultati della votazione.

L’eventuale non ammissione avviene valutando ogni singolo caso, senza ricorrere meccanicamente a strumenti numerici (media dei voti o numero delle insufficienze) che costituiscono solo una parte degli elementi della valutazione.

In caso di parità prevale la decisione adottata con il voto di chi presiede lo scrutinio.

Relativamente alla valutazione finale, definita in sede di scrutinio, possono essere ammessi alla classe successiva o agli esami conclusivi del primo ciclo, anche gli alunni che non hanno ottenuto una valutazione totalmente  sufficiente in alcune discipline. Il Collegio docenti ha deliberato che possono essere ammessi alla classe successiva anche gli alunni che hanno un’insufficienza lieve in non più di due discipline.

La non ammissione tuttavia deve basarsi sui seguenti criteri:

  • il livello di preparazione generale deve essere gravemente insufficiente;
  • il percorso compiuto dall’alunno nel corso dell’anno non deve evidenziare progressi significativi rispetto alla situazione iniziale;
  • il Consiglio di classe dovrà valutare se l’alunno ha la possibilità di raggiungere nel corso dell’anno scolastico successivo, gli obiettivi formativi e di contenuto non raggiunti nel presente anno.

Per ogni non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato deve riportare sul verbale di scrutinio dettagliata motivazione.

Si ricorda che in sede di scrutinio i docenti propongono il voto relativo alla propria disciplina  ma è il consiglio di classe che ratifica la valutazione.

La bocciatura è uno strumento che è possibile utilizzare solo quando siano stati preventivamente messi in atto una serie di interventi individualizzati e di attività di recupero e quando questi abbiano dati esiti completamente negativi.

Interventi e percorsi individualizzati, attività di recupero e rinforzo dovranno essere obbligatoriamente utilizzati con tutti gli alunni in difficoltà di apprendimento.

Si allegano i suggerimenti per la predisposizione delle verifiche per gli alunni DSA

All. A modello certificazione_primaria
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All. B modello certificazione_primo ciclo
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Decreto DSA
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DECRETO LEGISLATIVO 63- 13 aprile 2017
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decreto-legislativo-62-del-13-aprile-2017
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DM 741_2017
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DM 742_2017
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legge170_10
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Linee guida certificazione 2017definitivo
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Nota circolare prot. n. 1865 del 10 ottobre 2017
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NOTA MIUR 7885.09-05-2018
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Nota trasmissione LineeGuida_Certificazione competenze
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suggerimenti per la predisposizione verifiche per DSA
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